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L'Istituto Venezie si prefigge di fornire soluzioni fondate sui principi di libertà individuale, integrità istituzionale, libera impresa, governo limitato e bene comune Istituto Venezie - Simbolo: Leone Alato Istituto Venezie: Libertà Individuale, Integrità Istituzionale, Libera Impresa, Governo Limitato e Bene Comune   Istituto Venezie - Motto: Pro Bono Publico
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Il Più Grande Successo dell'Umanità

di Johan Norberg (Svezia) -
- [articolo pubblicato sul Wall Street Journal nel 2006 - traduzione eseguita da Giampietro Lea - Istituto Venezie]


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Immaginatevi per un attimo come vi sarebbe apparsa la giornata, questa mattina, se foste vissuti 150 anni fa.
Non avreste avuto luce elettrica, acqua corrente od il gabinetto in casa. Non avreste potuto recarvi al lavoro in auto, autobus o treno. Non avreste potuto usare un computer, strumento che impiega pochi secondi ad eseguire calcoli che richiederebbero decine d'anni se fatti con carta e penna. In breve, il mattino vi sarebbe apparso per niente confortevole e neppure piacevole - questo se foste stati in vita per poterlo sperimentare. A quei tempi la lunghezza media della vita, a livello globale, era di circa 30 anni.

Tendiamo a prendere per scontate le possibilità a nostra disposizione, ma i nostri antenati non avrebbero mai potuto immaginare ciò che noi abbiamo oggi. Negli ultimi 100 anni, abbiamo creato più benessere di quanto sia stato fatto nei precedenti 100.000 anni, e non perché lavoriamo di più. Tutt'altro: nell'ultimo secolo, le ore lavorative nel mondo occidentale sono state dimezzate. Questo grazie ad idee innovative che ci hanno reso possibile il lavorare in modo più efficace e trovare modi più facili per soddisfare le nostre esigenze e le nostre richieste.

Le persone che dovremmo ringraziare sono gli innovatori e gli imprenditori, gli individui cioè che intravvedono nuove opportunità e si assumono il rischio di esplorarle -- che scoprono nuovi mercati, creano nuovi prodotti, pensano a nuovi modi di utilizzare commercialmente le materie prime, organizzano il lavoro in maniera nuova, progettano nuove tecnologie oppure trasferiscono capitale verso usi più produttivi. L'imprenditore è un esploratore, che si avventura in territorio sconosciuto ed apre nuovi sentieri che tutti noi poi percorreremo entro breve. Basta solo guardarsi attorno per capire che gli imprenditori hanno riempito la nostra vita con miracoli quotidiani.

Gli imprenditori sono individui che risolvono problemi in continuazione, che si pongono alla ricerca di situazioni inefficienti e trovano modi più pratici per collegare una possibile offerta con una potenziale domanda. In questo modo, essi rivoluzionalizzano costantemente la nostra economia, ed hanno reso possibile per la gente comune il poter vivere oggi una vita più lunga, più sana e con maggior accesso a strumenti tecnologici di quanto fosse stato possibile per una famiglia reale delle generazioni precedenti.
Se questo miglioramento radicale delle nostre vite fosse stato ottenuto da politici e per mezzo di un'economia pianificata dallo stato, esso sarebbe stato celebrato come il più grande successo dell'umanità.

Tuttavia, non è questo il modo con cui vengono visti gli imprenditori, tutt'altro. Per avere un'idea di come gli innovatori vengano raffigurati nella cultura popolare, basta guardare un qualsiasi film di Hollywood. È probabile che il furfante sia uno scienziato pazzo oppure un avido uomo d'affari. Ciò è leggermente ironico, dato che se non fosse per gli scienziati non esisterebbe la tecnologia necessaria per i film e se non fosse per gli uomini d'affari non esisterebbe neppure un'industria cinematografica. È inutile menzionare poi come essi vengano raffigurati nella nostra cultura politica.

Appare strana questa ingratitudine verso coloro che ci hanno fornito quasi tutto. Ma forse esiste una spiegazione storica.
Benessere ed innovazione sono fenomeni recenti. Durante i circa 3.999.800 anni dei probabili 4 milioni di anni in cui sono esistiti gli ominidi, la vita ha consistito in un gioco a somma-nulla* per la maggioranza delle persone. L'invenzione di nuove tecnologie avveniva molto lentamente e non c'erano risparmi da investire, cosicché l' homo habilis od homo erectus medio non vedeva alcun aumento di ricchezza durante la propria vita. Quello che altre tribù catturavano od accumulavano, tu perdevi. Se per qualcuno la situazione migliorava, era ragionevole sospettare di lui - dato che egli vi era probabilmente riuscito a tuo danno. È stato sotto queste circostanze che si è sviluppata la natura umana, i nostri istinti ed il nostro modo di pensare.

Oggi viviamo in un mondo molto diverso. Nell'economia di libero mercato, il sistema di ricompensa è completamente opposto. Non è rubando agli altri che un individuo ottiene un guadagno, bensì fornendo loro le merci ed i servizi che essi desiderano. Tuttavia, la nostra diffidenza e la nostra invidia sono rimaste le stesse. Quello che un tempo era un modo per evitare di essere sfruttati da prepotenti, re e nobili, è divenuto ora un modo per sfruttare coloro che creano nuovo benessere.

Quindi, probabilmente, non ci siamo ben adattati a capire il sistema economico odierno. Ogniqualvolta vediamo ricchezza, ci siamo abituati a pensare che qualcuno da qualche parte sia stato danneggiato. La storia del socialismo può essere interpretata sotto questa luce. Marx disse che la ricchezza dei capitalisti veniva creata a danno dei lavoratori. Tuttavia, persino durante il suo stesso periodo di vita il lavoratore medio in Gran Bretagna triplicò il proprio stipendio. In seguito, Lenin salvò il socialismo dicendo che forse l'ipotesi originaria era errata, ma soltanto perché qualcun altro ne stava pagando il prezzo -- nazioni più povere che venivano sfruttate attraverso il commercio e gli investimenti finanziari.

Oggi, ancora una volta, ci rendiamo conto che è vero l'opposto. Dal 1950 in poi, l'estrema povertà nelle nazioni in via di sviluppo è stata ridotta dal 60% iniziale al 20%. In prima linea vi sono quelle nazioni che hanno intrapreso con noi un maggior volume di commercio ed investimenti; non vi è stata invece alcuna riduzione in quelle nazioni, come l'Africa Sub-Sahariana, che si sono opposte a questi scambi.

Più recentemente, vari socialisti come l'economista Robert Heilbroner hanno ammesso la superiorità del capitalismo e del commercio nel creare benessere, persino nelle nazioni in via di sviluppo; ma essi hanno continuato a sostenere la tesi fondamentale - che qualcuno o qualcosa ne viene necessariamente danneggiato. Heilbroner ritenne che fosse l'ambiente ad esserne danneggiato. Oggi, gran parte della gente si rende conto che ricchezza e tecnologia forniscono alle nazioni sia la volontà che i mezzi per affrontare i problemi ambientali, e che i peggiori problemi si trovano nelle nazioni povere non aventi un'economia di mercato -- vedi, ad esempio, il fatto che cinque milioni di persone muoiono ogni anno a causa di acqua infetta.

Che le particolari preoccupazioni degli anticapitalisti siano state ripetutamente dimostrate errate non aiuta per molto, poiché essi trovano ben presto una nuova scusa per condannare il libero mercato. L'ultima loro pensata consiste in Marx rovesciato a testa in giù: egli disse che il capitalismo è un male poiché in pratica esso causa povertà e schiavitù. Oggi, gli anti-capitalisti affermano che il capitalismo crea benessere e libertà -- ma ciò è un male per la nostra salute fisica e mentale poiché diveniamo stressati, frustrati dalla continua necessità di dover compiere una scelta, lavoriamo troppo e consumiamo troppo nella nostra corsa per tenerci al passo con la famiglia Rossi.

Non aspettatevi che i critici del capitalismo cambino opinione abbastanza presto. Fintantoché essi non crederanno nell'abilità creativa del genere umano o nel fatto che il sistema di mercato sia un gioco a somma-positiva*, essi continueranno a ritenere che qualcuno, da qualche parte, venga danneggiato ogniqualvolta ed ovunque vi sia crescita ed innovazione. Se non verrà posto un freno a questa denigrazione degli imprenditori, la gente permetterà che il loro posto venga preso dallo stato - con il suo arsenale di tasse e regolamenti.


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(*) Ai fini delle attività dell'Istituto, i termini "Venezie", "Venetia" e "Nordest Italia" sono intercambiabili, e vengono utilizzati a significare le storiche Venezie entro il Nord Italia - cioè le attuali regioni italiane di Venezia Tridentina-Sud Tirol/Alto Adige, Venezia Euganea, Friuli-Venezia Giulia, le attuali province di Bergamo, Brescia, Cremona (cioè Venezia Orobica), e Mantova.