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Deve il Capitalismo Chieder Perdono?

di Johan Norberg (Direttore Idee Politiche, Istituto Timbro - Svezia)
- [traduzione eseguita da Giampietro Lea - Istituto Venezie]


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Nota di Traduzione: La scarsa chiarezza di alcuni punti nel testo non è dovuta ad una traduzione superficiale. Il testo originale è in inglese (ed è disponibile su questo stesso sito) dato che la conferenza si svolse a Londra, tuttavia la lingua madre di Johan Norberg è lo svedese. Probabilmente, nel suo intervento egli utilizzò espressioni o modi di dire tipicamente svedesi che poi però egli non riusci a tradurre in maniera appropriata in inglese. Nella traduzione si è preferito non ritoccare questi pochi punti ambigui in modo da non far perdere il sapore di ciò che Norberg cerca di dirci.


 

Qual'è il ruolo di Johan Norberg nella società? Come posso agire in modo da recare il massimo beneficio alla società? Queste domande mi erano passate ansiosamente per la mente durante le discussioni in merito al ruolo delle aziende e dei benefici che esse recano all'umanità.

Ritengo che questo dibattito sia guidato troppo da un istinto centralizzante, in effetti esso è troppo neo-classicamente autoritario. Come se individui ed aziende rappresentassero un mezzo per raggiungere il nostro scopo, mezzo che possiamo piazzare ovunque riteniamo esso possa giovarci maggiormente. Questo dibattito fornisce anche una descrizione molto imprecisa della vera ragione per cui un'azienda esiste, ragione che consiste nel fatto che un'azienda è composta da persone. Nessun imprenditore si alza al mattino e pensa "Oggi lavorerò veramente duro in modo da poter pagare un mucchio di tasse al governo", od "in modo da ridurre il tasso di disoccupazione" oppure "in modo da aumentare il PIL". Piuttosto, essi lo fanno perchè considerano un bene il creare cose nuove, una soddisfazione il portare un qualcosa a compimento, oppure perchè vogliono sostenere la propria famiglia, o forse perchè vogliono diventare ricchi, o perchè vogliono cambiare il mondo. Od in verita, forse vogliono avviare un "Body Shop" in modo da salvare gli animali. Ma, la ragione più importante è che essi agiscono spinti da una molteplicità di interessi e preferenze personali, e non quelli della società.

John Kay ritiene che il ragionamento secondo il quale le aziende esistono per massimizzare il profitto degli azionisti non sia sufficiente dato che qualcuno potrebbe domandare: "Perché dovremmo permetterglielo?" Egli non è riuscito a trovare una risposta a questa domanda. Io penso la risposta esista e sia semplice: "I loro affari non sono affari vostri".
Cos'è che darebbe a voi od a qualsiasi altro individuo il diritto di interferire con la creatività altrui e con i loro accordi volontari di cooperazione? Se costoro desiderano mettere in piedi un Body Shop, ottenere un guadagno enorme od anche soltanto divertirsi, tutto ciò non sono per niente affari nostri.

Il dire che sia difficile rispondere alla domanda: "Perché dovremmo permetterglielo" è un pò come dire che è difficile trovare risposta alla domanda di un ladro che chiede "Per quale ragione non posso entrare in casa altrui?". Del tutto semplicemente, perché non è casa sua.


Scambio volontario

Ma ci sono alcune cose che noi possiamo esigere dalle azioni di altri individui - che essi non ci rechino danno durante lo svolgimento di tali azioni e che non ci obblighino a cooperare con loro. Abbiamo quindi la regola di libertà di contratto e di scambio volontario. Un'azienda otterrà da noi le risorse necessarie ai suoi progetti soltanto se essa ci offrirà in cambio qualcosa che noi riteniamo migliore - buoni prodotti oppure, forse, la speranza di buoni guadagni.

Lo scambio volontario è la regola morale fondamentale del capitalismo di libero mercato. Grazie ad essa i ricavi di un'azienda rispecchiano quanto l'azienda stessa sia riuscita a soddisfare le richieste dei suoi clienti, per il semplice fatto che altrimenti non gli avremmo dato i nostri soldi. Maggiori sono i ricavi di una azienda, e tanto più abile essa è stata a dare a noi maggiori benefici con minor costo per sé stessa. In altre parole, i ricavi di un'azienda sono la dimostrazione che essa sta utilizzando efficacemente le risorse della società. Questa non è la ragione per cui le aziende esistono - un individuo ha ragioni proprie per avviare un'azienda - tuttavia questa è la ragione per cui dobbiamo esser felici che esse esistano.

Il fatto che alcuni capitalisti siano colpevoli di aver commesso errori, truffa o frode non implica che il capitalismo debba chieder perdono. Lo sappiamo che le persone sono portate a commettere errori ed a comportarsi, nel breve termine, in modo senza scrupoli. Ciò non è una sorpresa. Ed è esattamente per questo che abbiamo creato la regola dello scambio volontario, in modo da poter limitare il loro potere su altri individui e permettere loro di utilizzare le risorse altrui solo se queste vengono date loro volontariamente. Ciò significa anche che nell'attimo in cui veniamo a conoscenza di errori o frode, il vincolo di fiducia viene spezzato ed investitori e clienti abbandonano tale azienda. Quando accadono queste cose, non dovremmo vergognarci del capitalismo. Al contrario, dovremmo sentirci giustificati nell'aver scelto un sistema di mercato decentralizzato, piuttosto che un qualche altro sistema economico che centralizza al vertice molte delle decisioni.

Immaginatevi cosa sarebbe successo se l'esecutivo dell'azienda Enron avesse governato l'intera economia. Questi individui avrebbero potuto semplicemente appropriarsi del denaro dei contribuenti per continuare a finanziare i propri errori. Ed è precisamente in questo modo che, nella storia, ogni sistema economico centralizzato è crollato.

Il grosso vantaggio del capitalismo consiste nel fatto che ci lasciamo alle spalle le aziende fallite e proseguiamo il cammino con quelle che hanno successo. Enron è crollata e le sue risorse sono state riutilizzate in altre aziende, e sebbene molte persone siano state danneggiate nel corso degi avvenimenti, i consumatori d'energia Americani hanno a stento notato il suo crollo.


Responsabilità Sociale delle Aziende (RSA) - responsabili od irresponsabili?

Che effetto ha tutto ciò sulla responsabilità sociale delle aziende? Probabilmente nessuno, perlomeno nella sua versione ideologica, moderna, perché se siete d'accordo sul punto che la miglior cosa che un'azienda possa fare sia di utilizzare le risorse della società nella maniera più efficiente possibile, allora qualsiasi altra sua attività la renderebbe meno produttiva ed apportatrice di minor benefici alla società.

Quando gli esperti di RSA richiedono alle aziende di migliorare la regione, l'ambiente, ed il loro personale oppure di costruire ospedali e scuole, essi dicono che le aziende hanno il dovere di "restituire qualcosa alla comunità".
Restituire qualcosa alla comunità? Ma dove hanno vissuto questi individui nell'ultimo paio di secoli? Questa comunità è stata creata da innovatori e da imprenditori, e sono stati costoro a portarci fuori dallo squallore e dalla miseria che hanno sempre rappresentato il destino dell'umanità. Negli ultimi 50 anni, i guadagni dell'individuo medio sono aumentati del doppio rispetto a quanto essi erano aumentati nei 500 anni precedenti. Durante gli ultimi 50 anni, la povertà nel mondo è stata ridotta più di quanto fosse stato fatto nei 500 anni precedenti. Negli ultimi 30 anni, il guadagno medio nelle nazioni in via di sviluppo è stato raddoppiato ed il lavoro minorile e la fame cronica sono stati dimezzati.

Nonostante tutti i nostri problemi, viviamo nell'era d'oro del miglioramento umano. E tutto ciò dipende dalla creazione di ricchezza, e dalle scoperte scientifiche e tecnologiche rese possibili da questa creazione di ricchezza. È il risultato del continuo trasferimento di risorse, effettuato dalle aziende, da impieghi meno efficienti e con minor ricavo ad impieghi più efficienti e con maggior ricavo. Pertanto, un'azienda impegnata nelle sue normali attivita è nel suo insieme un qualcosa di buono, un qualcosa di fantastico, un qualcosa che val la pena incoraggiare. Se i proprietari di una particolare azienda sono poi interessati ad impegnarsi in altre attività oltre a quelle solite dell'azienda, che lo facciano pure senza problemi. Ma non azzardatevi mai ad insinuare che un'azienda impegnata soltanto nell'aumentare la propria produzione e la propria produttività, ed a fornirci merci e servizi in maggior quantità e di miglior qualità, sia in qualche modo "irresponsabile". Tale affermazione non è soltanto errata. È soprattutto un insulto.


Prestar ascolto ai protestanti

Alcuni individui affermano che la Responsabilità Sociale delle Aziende sia un modo per aumentare le vendite, e che i clienti si affolleranno intorno ad una azienda che venga vista come responsabile e socialmente decente. In questo caso, RSA sarebbe un modo per dare ai consumatori valori e simboli che essi apprezzano maggiormente, in cambio di denaro che essi apprezzano in maniera minore.

Penso che questo argomento abbia qualche merito; la gente non vuole aziende irresponsabili. Ma ciò non significa che la gente voglia dalle aziende quel particolare comportamento promosso dagli ideologhi della RSA. Se così fosse, un'azienda avrebbe sempre la speranza che i suoi avversari non si curassero di RSA e di comportamento etico in modo da permetterle di ottenere un vantaggio competitivo. Ma tale speranza non esiste. Molte tra le aziende all'avanguardia nella pratica della RSA - per esempio Nike - si lagnano che non è giusto che esse si debbano accollare grossi costi per tutto ciò mentre altre fanno i "viaggiatori a sbafo". Nell'ambito di associazioni d'affari, esse premono per l'adozione di regole interne di condotta in modo che altre aziende seguano il loro esempio, ed a volte per la promulgazione di norme governative in modo che le altre aziende siano obbligate ad attenersi ad esse. Perché farebbero tutto ciò - se veramente pensassero che la responsabilità sociale fornisse loro un guadagno, un modo per vendere i loro prodotti?

Penso lo facciano perché la responsabilità sociale intesa in questo senso ristretto non è ciò che i clienti richiedono. Abbiate la cortesia di notare che i promotori della RSA premono sulle aziende piuttosto che sui consumatori - e premendo sulle aziende essi hanno più successo. Forme specifiche di "comportamento buono" od il porre termine a pratiche scorrette, son certamente il risultato dell'aver ascoltato la comunità. Non è una cosa nuova che le aziende stanno prendendo in considerazione, ma l'idea moderna di RSA non è la risposta ad una richiesta proveniente dalla maggioranza della comunità. Essa è un'ideologia su come le aziende dovrebbero comportarsi ed è spesso sviluppata dai nemici delle tradizionali aziende - individui provenienti da organizzazioni ambientaliste e militanti no-global, i quali si rendono conto che non riuscirebbero attraverso il processo politico ad ottenere quanto richiesto ma sanno che possono convincere aziende poco coraggiose ad accodarsi. Specialmente se tali individui vengono assunti in qualità di esperti e consulenti di RSA.

Vi siete mai chiesti cosa sia successo alle centinaia di migliaia di giovani che un paio di anni fa erano in strada a protestare contro il libero mercato e contro il capitalismo? Molti di loro ora siedono nei consigli d'amministrazione, in giacca e cravatta, dando direttive alle aziende. Le aziende hanno aperto la porta - ed una lunga fila di protestanti ha varcato la soglia.


Il racket mafioso

Quindi come mai le aziende prestano ascolto? Questo non è un atto interamente volontario. Esso è spesso dettato dal timore di un clima politico ostile alle aziende, clima che potrebbe risultare in un maggior onere in regolamenti e tasse se le aziende non agiscono in modo più "politicamente corretto".

I militanti e molti politici si comportano un pò come i vecchi boss criminali. Essi visitano un'azienda, danno un'occhiata in giro e commentano: "Avete una bella azienda qui. Sarebbe veramente un peccato se dovesse capitarvi qualcosa di brutto, non è vero?" E naturalmente essi possono fare in modo che non accada niente di brutto. Basta solo attenersi al capriccio politico del giorno. Questa è un'offerta che un'azienda non può rifiutare. In caso contrario, al momento del risveglio mattutino essa si troverebbe di fianco al letto una caterba di nuove regole, norme e regolamenti.

E l'intero processo acquisisce poi una dinamica propria. Le aziende più desiderose di adeguarsi, dedicheranno un mucchio di risorse all'aiutare governi ed organizzazioni non-governative (ONG) nel premere per l'adozione di regolamenti comuni, e spesso alla fine per l'adozione di norme governative. Tali aziende non stanno svendendo il capitalismo; con l'uso di fondi, dedicati esclusivamente alle relazioni pubbliche, esse stanno comprando la fine del capitalismo.

È da molto, molto tempo che viviamo con questi "benefattori" delle ONG, dei nostri governi, delle Nazioni Unite, e di altre istituzioni multinazionali. Con regolarità essi organizzano incontri enormi ove dicono un mucchio di cose senza alcun senso economico in merito a quanto importante sia conservare le nostre risorse - invece di utilizzarle a beneficio di tutti noi e del pianeta. Essi dicono che dovremmo migliorare drasticamente gli standard di lavoro nelle nazioni povere - sebbene ciò distruggerebbe la possibilità per le nazioni povere di poter competere. Essi dicono che la riduzione di organici ed il sub-appalto praticati dalle aziende costituiscono un problema di etica - sebbene sia proprio grazie al far di più con minor risorse che una società diventa più ricca e diviene quindi capace di aumentare la qualità di vita.

Ma la cosa buona per quanto riguarda i "benefattori" delle Nazioni Unite è che costoro sono dei burocrati che parlano e parlano in continuazione ma senza giungere a risultati - essi hanno sempre terminato i loro incontri con dichiarazioni, lunghissime e senza alcuna sostanza, su come migliorare il mondo.

Tuttavia, aziende ed uomini d'affari aventi una reale capacità di produrre risultati si stanno unendo ora ai ranghi dei "benefattori". Costoro sono individui seri che potrebbero prendere alla lettera tali parole e dichiarazioni - ed in questo caso dovremo tutti aspettarci guai seri.


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