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Egoismo ed Economia di Mercato

di Philip Booth - Institute of Economic Affairs (IEA - Londra) -
- [traduzione eseguita da Giampietro Lea - Istituto Venezie]


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Desidero affrontare la questione in modo indiretto, in modo da poterci concentrare su quali potrebbero essere le implicazioni del rapporto tra egoismo ed economia di mercato sul nostro modo di vedere il rapporto tra economia di mercato e lo stato.

In primo luogo, l'egoismo non è causato dall'economia di mercato. Egoismo, il non curarsi cioè dei bisogni altrui, non emerge dalle pagine di un testo di Friedman o di Hayek. Quei sacerdoti che criticano l'istituzione del mercato dicendo che essa incoraggia l'egoismo - e lo fanno frequentemente - stanno mirando al bersaglio sbagliato. Essi dovrebbero convincere l'animo umano a non essere egoista, dato che se in una società capitalista libera gli individui scelgono di essere egoisti non è il sistema capitalista ad averne colpa bensì l'animo umano.

È necessario menzionare, qualora vi sia qualche dubbio, che l'egoismo non ha niente a che vedere con "il fare i propri interessi"; modo d'agire che è essenziale affinché il mercato possa funzionare. L'egoismo è una debolezza umana, non un difetto di base del sistema capitalista. Se esso fosse un difetto di base del sistema capitalista, allora certe caratteristiche del mondo intorno a noi non avrebbero alcun senso. La filantropia americana non avrebbe alcun senso. Ogni singolo stato Americano ha un livello di donazioni filantropiche, in proporzione al reddito individuale, che è maggiore di quanto vi sia in ogni singola provincia del Canada socialista.
Inoltre, sotto questo aspetto, i cittadini Americani fanno certamente svergognare sia i Britannici che gli Europei. Questa osservazione potrebbe probabilmente essere considerata come il peggior empiricismo mancante di alcuna metodologia, tuttavia è importante far notare che un individuo non elargisce il proprio denaro in donazioni se davvero costui non si curasse egoisticamente degli altri.

Naturalmente, se l'egoismo ed il sistema capitalista fossero strettamente collegati, allora i vari tentativi atti a perfezionare l'uomo distruggendo il sistema capitalista ed imponendo il Socialismo Marxista avrebbero avuto buon esito: chiaramente ciò non è avvenuto.


Il punto fondamentale per quanto riguarda l'economia di mercato è che essa consente ad un individuo di poter perseguire con determinazione i propri obiettivi, qualunque siano questi obiettivi. Può darsi che questi obiettivi personali abbiano motivazioni egoistiche, tuttavia la grande gioia di un'economia di mercato è che essa consente anche il perseguimento di una miriade di altri obiettivi - e la nostra società libera è resa ancor più ricca, nel significato non materiale della parola, dalle attività dei numerosi individui che al proprio benessere materiale antepongono altri valori ed altri obiettivi.

Se l'economia di mercato non conduce all'egoismo, assumendo per tale parola un significato non superficiale, è forse possibile però che essa in qualche modo ne incoraggi lo sviluppo?
Può darsi di sì, per quanto riguarda l'acquisizione egoistica di cose materiali - sebbene, in economie non-di-mercato l'egoismo appaia sotto altre forme. Così come per un contadino al limite della povertà è difficile essere ingordo nel mezzo di una carestia, così pure per un individuo è difficile essere avido quando non esiste la possibilità di acquisire beni materiali.

Se il meglio che si possa dire a favore del socialismo è che tale sistema potrebbe rendere meno probabile il vizio dell'avidità egoistica a causa del fatto che in un'economia socialista non vi sarebbe niente da acquisire, ebbene l'argomento contro l'economia di mercato è alquanto debole. Non dovremmo criticare un sistema che fornisce prodotti in abbondanza per la sola ragione che tale abbondanza fornisce alle persone la possibilità di essere avide.

È importante notare che l'economia di mercato attenua inoltre gli aspetti negativi dell'egoismo - anzi, può utilizzare l'egoismo in modo creativo. In genere, in una società capitalista l'individuo egoista può raggiungere i propri fini solo fornendo ad altri individui qualcosa di valore: tale è infatti la caratteristica fondamentale di un sistema basato sulla libertà di contratto. Ciò è l'opposto di quanto avviene in un sistema socialista; in questo sistema un individuo raggiunge i propri fini egoistici a danno altrui. Nessuno riceveva beneficio dal fatto che l'egoistico impiegato statale sovietico riusciva ad ottenere un avanzamento di grado grazie alle rivelazioni sui propri vicini fatte da costui alla polizia segreta.

In contrapposizione a ciò, se il desiderio egoistico di far soldi dovesse convincermi ad abbandonare l'IEA [Institute of Economic Affairs] per fondare un istituto professionale di studi finanziari e divenire così milionario, tale cosa mi renderebbe milionario solo se io fossi capace di fornire tale insegnamento e se vi fossero delle persone pronte a pagare per riceverlo.
Qualcuno potrebbe volermi contraddire citando individui come Racham, ed associando tali individui all'avidità egoistica di un economia di mercato. Tuttavia Racham riuscì a far soldi precisamente grazie ai regolamenti di stampo socialista del mercato immobiliare.


Forse possiamo avere una terza via. Potremmo avere un sistema economico operante in molti settori secondo i principi di mercato, ma con una specie di "socialismo alla Blair" od un "conservatorismo alla Cameron" ove lo stato si accolla la responsabilità di certe cose e ci conduce così, allo stesso tempo, ad essere cittadini maggiormente consapevoli socialmente.

Che bella idea; il meglio di entrambi i mondi!
Tuttavia, quando mischiamo tra loro sistemi diversi, come facciamo a sapere che il risultato finale sarà il meglio di entrambi i mondi, e non invece il peggio? H. B. Acton disse che quando diamo allo stato la responsabilità di fornire alloggi, educazione, sanità, benessere sociale, pensioni, assicurazioni preventive e così via, stiamo a tutti gli effetti portando via all'individuo la possibilità di poter prendere una decisione in merito a tali prodotti e servizi, responsabilità quest'ultima che aiuterebbe l'individuo a crescere.

Inoltre, facciamo sì che il mercato appaia materialista dato che ad esso vien permesso produrre soltanto beni materiali.
In questo paese, circa il 30% delle persone riceve alloggio, educazione ed assistenza sanitaria dallo stato; circa l'80% riceve educazione ed assistenza sanitaria dallo stato. Magari potessero gli individui che vivono in caseggiati popolari, posti all'interno delle aeree di mandamento di pessime scuole statali, fare i propri interessi ed aver la possibilità di scegliere una scuola migliore per i propri figli. Ma questa possibilità viene loro negata dallo stato.

Peggio ancora, dato che le cose realmente importanti vengono fatte tutte dallo stato ed una fetta così grossa del nostro reddito ci vien portata via per finanziare sanità, educazione e via dicendo, la vita anche per la maggior parte delle persone in questa stanza comporta il guadagnar denaro da spender poi su cose materiali tangibili. Nel caso di individui non-ricchi, se costoro fanno un pò di straordinario ciò è per pagarsi una vacanza in più, oppure per acquistare una "stazione-giochi" [playstation] od un televisore. Senza alcun dubbio, si finisce sul concentrarsi sul "qui ed ora": non vale la pena di risparmiare denaro (vi verrà portato via con le tasse) e probabilmente non vi è la possibilità di spendere denaro su ulteriori educazione od assistenza sanitaria - cose che ampliano i nostri orizzonti sociali al di là del semplice guadagnare e spendere.

Lo stato basato sulla terza via, cosa sostenuta da tutti i maggiori partiti politici, focalizza sistematicamente l'attenzione degli individui sul guadagnare al fine di spendere poi su beni materiali. Non è da sorprendersi quindi che esso faccia apparire egoista il sistema di mercato.


Per terminare, se non avessimo un'economia di mercato, dovremmo avere un sistema alternativo. Sarebbe questa alternativa migliore? Sono pronto a sostenere che il sistema economico socialista istituzionalizzerebbe l'invidia, e l'invidia è un vizio di gran lunga peggiore dell'egoismo.

Come disse il precedente Arcivescovo di Londra, Graham Leonard, l'invidia è di gran lunga peggiore perché focalizza l'attenzione di un individuo su sé stesso e produce scontentezza. Questa scontentezza si riversa poi nei rapporti con gli altri.
Il socialismo istituzionalizza l'invidia poiché rifiuta totalmente il diritto dell'individuo a possedere un bene ed incoraggia gli individui in genere ad utilizzare il sistema politico (che esso sia democratico oppure no) per ridistribuire verso sé stessi ciò che non appartiene loro - come disse Hayek, in una societá socialista l'egoismo di gruppo e l'egoismo individuale possono coesistere uno di fianco all'altro. Cos'altro è il sostegno al protezionismo se non un egoismo di gruppo?
Il socialismo incoraggia inoltre l'invidia perché favorisce la credenza erronea che, in un sistema capitalista, un individuo divenga ricco a danno degli altri.

Pertanto, tirando le somme, coloro a cui non piace l'egoismo dovrebbero concentrare i propri sforzi sul cambiare l'animo umano e non sul gettare a mare il sistema economico capitalista. Non possiamo, utilizzando le parole di T.S. Elliott, creare un "sistema così perfetto, che la bontà non è più necessaria." In un mondo avente un'abbondanza di beni materiali, si potrà avere un numero maggiore di certi tipi di egoismo, nello stesso senso in cui in un paese fertile vi sarà maggior ingordigia che in un paese colpito dalla siccità; tuttavia ciò costituirebbe una ragione piuttosto stupida per rifiutare il sistema capitalista.

Ed in merito alla "Terza Via"?
Ebbene, come disse splendidamente Vaclav Klaus, la terza via è la via più diretta verso il terzo mondo. Forse posso esprimere ciò in modo diverso - la terza via è la via più diretta verso il peggiore di tutti i mondi.


Permettetemi di terminare con una citazione in merito alle conseguenze del socialismo. È la seguente:

"Verrebbe spalancata la porta all'invidia, alle ingiurie reciproche, e al disaccordo; le fonti stesse di ricchezza si prosciugherebbero dato che nessuno avrebbe alcun interesse ad utilizzare i propri talenti o la propria opera; e quell'uguaglianza ideale su cui essi [i socialisti] intrattengono sogni piacevoli avrebbe come risultato in realtà un appiattimento di tutti gli individui verso il basso, verso una comune condizione di miseria e degradazione."

Se dovessi chiedervi chi è l'autore della citazione, sospetto che molti voi direbbero che fu pronunciata da Churchill in occasione della campagna elettorale del 1945. Ed invece, fu Papa Leone XIII nel 1891, nella cosiddetta enciclica dei lavoratori, Rerum Novarum.
È pur vero che Papa Leone ebbe a pronunciare parole dure riguardo a quei proprietari di fabbriche che maltrattavano i propri dipendenti. Tuttavia, egli non fornì certamente alcun appoggio a coloro che volevano sostituire l'economia di mercato con il socialismo, con il pretesto che quest'ultimo avrebbe innalzato il livello dei valori umani.

E come potreste aspettarvi, mi trovo d'accordo con lui.


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